«Euro o Non Euro: questo non è il problema!»

(riflessioni dal moderno Amleto)

Uscire dall’euro è il male assoluto?! Restarvi è una salvezza dalla catastrofe?!
Tutto sta a delineare e comprendere quale sia, nella realtà, il “male assoluto” e, con esso, la “catastrofe”. Continua a leggere


LA DILAGANTE SINDROME DA “CAIMANO”

Una risata amara e una sarcastica riflessione…
Quando la magagna addavenì al pettine…

Ah ah ah! E me sembrate tutti Grillo co ‘sto Caimano!
E’ l’ossessione dilagante più contagiosa, a destra e soprattutto a sinistra.
È  ‘na “sindrome” proprio! Continua a leggere


Ogni dominio ha i suoi “eroi”! Ogni Sinistro il suo “lamento”…

pubblicata il 22 dicembre 2012 alle ore 22.30 ·

«Oggi davvero mi vergogno (?! Ndr) dell’Italia e di essere italiano come non mai. Con un aereo di Stato i due militari colpevoli dell’assassinio di due pescatori indiani sono stati prelevati in Kerala e sono sbarcati a Roma. Due Ministri Terzi e Santa Paola sono stati ad accogliergli all’aeroporto accompagnati da un corteo di altissimi membri della oligarchia militare. Il Presidente della Repubblica li riceverà in modo solenne in Quirinale, Non so se è prevista medaglia d’oro per l’eroica impresa. Per quanto mi sforzi mi sfugge il senso (?! Ndr) di tante fastose accoglienze e non so dove si va a parare. Certo mai prima d’ora si era giunti a tanta depravazione (?! Ndr) dello Stato! E’ uno Stato che premia e festeggia l’assassinio!»

 

Ecco il lampante esempio, la voce che sinteticamente meglio esprime il vergognoso “lamento” dei Sinistri di ogni ordine e grado, Continua a leggere


La falsa natura “socialista” delle statizzazioni e delle pianificazioni nel Capitalismo.

Un argomento sta tornando di gran moda tra i Sinistri (e non solo, a sentir Monti a proposito di ILVA)…

La ormai putrida falsa concezione “socialistica” – che, “a sinistra”, affonda le sue radici storiche nella controrivoluzione borghese di matrice staliniana (per chi con essa abbia saputo fare i conti, s’intende!) – secondo la quale sia possibile e auspicabile (nel “sacro” nome di Keynes piuttosto che dei neo-statalisti alla Krugman, così di moda tra i “sinistri” d’ogni ordine e grado) un intervento “pianificatore ed equilibratore” dello Stato tout court (a prescindere cioè dalla sua aggettivazione storica) rispetto alle “storture-difetto” del sistema capitalistico, sia come mediatore tra conciliabili interessi di opposte classi, sia come moralizzatore della “porzione cattiva” (ossia arrogante, speculativa, parassitaria, “ottocentesca”) del Capitale economico-produttivo ma soprattutto finanziario, questa putrida – dicevo – concezione si trova oggi a fare i conti con una realtà (se, come pare, la precedente storia sembra essere trascorsa inutilmente) nella quale questa menzogna – storica prima ancora che teorica – appare con tutta evidenza svelata, “sputtanata” preferisco dire. Continua a leggere


Perchè abolire la proprietà privata?

«Il comunismo non toglie a nessuno il potere d’appropriarsi la sua parte dei prodotti sociali, esso non toglie che il potere di assoggettare coll’aiuto di quest’appropriazione, il lavoro degli altri» (K. Marx) Continua a leggere


L’appuntamento delle lotte sociali

Il seguente brano vuol essere un contributo che serva da ORIENTAMENTE CONCRETO circa l’atteggiamento che l’AVANGUARDIA DI CLASSE (ossia l’unica, autentica organizzazione comunista rivoluzionaria) – E CHI di essa vuol essere parte – deve assumere nei confronti delle giuste rivendicazioni (puramente “economicistiche”) che la classe, nei momenti del massimo peggioramento delle sue condizioni di vita, deve avanzare e avanzerà. Per classe si intende la classe sociale dominata nel suo complesso, la classe proletaria: quella che, per sopravvivere, altra “merce da vendere” non ha se non la propria forza-lavoro (e sempre che, come e quando al capitalista torni utile). Continua a leggere


La proprietà privata…

«Voi inorridite perché noi vogliamo eliminare la proprietà privata. Ma nella vostra società esistente la proprietà privata è abolita per i nove decimi dei suoi membri; anzi, essa esiste proprio in quanto non esiste per quei nove decimi. Voi ci rimproverate dunque di voler abolire una proprietà che ha per condizione necessaria la mancanza di proprietà per la stragrande maggioranza della società» (K. Marx, Il Manifesto).

«Tuttavia la leggenda del peccato originale teologico ci narra come l’uomo sia stato condannato a guadagnare il pane col sudore della propria fronte; la storia del peccato originale economico ci mostra invece come mai esistano delle persone che non hanno assolutamente una tale necessità» (K. Marx, Il Capitale, Libro I).

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